I nostri giochi tradizionali

I giochi tradizionali valdostani quali lo tsan, il fiolet, la rebatta e il palet, sono stati tramandati nel tempo con poche modifiche e, praticati da molti appassionati, sono ben radicati nella cultura e nell’ambiente alpino. Essi hanno un rapporto molto stretto con la montagna: ne sono un esempio gli strumenti di gioco utilizzati, fabbricati quasi sempre in legno e, anche, lo spostamento dei campi da gioco che, in primavera e in estate, salgono di quota, come le mandrie negli alpeggi. A Charvensod, adulti e ragazzi praticano il fiolet, la rebatta e il palet.

Il Fiolet

Il fiolet richiede una semplice attrezzatura: un grosso ciotolo liscio e tondeggiante (la pira), una pallina ovoidale (il fiolet) e un bastone chiamato èima o maciocca o masetta con l’estremità ingrossata per meglio colpire il fiolet.
Il campo di gioco è a forma triangolare ed è lungo almeno 150 metri. Sul terreno, a partire dalla pietra dalla quale viene lanciato il fiolet, sono tracciati, con gesso o segatura, dei semicerchi concentrici distanti fra loro 15 metri; le paline, cioè le aste contrassegnate da numeri progressivi da 1 a 15, permettono il conteggio dei punti ottenuti dopo ogni lancio.
Il giocatore poggia il fiolet sulla pietra, lo colpisce leggermente sul “becco” per farlo schizzare in aria, colpirlo poi al volo e lanciarlo il più lontano possibile. La distanza dal punto di caduta del fiolet al grosso ciotolo viene misurata e dà luogo al punteggio. Ogni squadra è composta da cinque giocatori, ognuno dei quali ha a disposizione trenta lanci.

La Rebatta

Il gioco della rebatta è individuale, nel senso che ogni giocatore diventa protagonista al momento della battuta (batua o tsachà), cioè del lancio della rebatta, una pallina in legno (fatta preferibilmente con radice di bosso) di 28 millimetri di diametro e pesante tra i 25 e i 40 grammi; il peso si raggiunge ricoprendola con chiodini di ottone o di ferro e anche, in aggiunta, trapassandola con un tondino di piombo di poco spessore. Essa è poi tinta di bianco per renderla visibile nell’erba del campo di gioco. La rebatta viene colpita con una mazza chiamata masetta o maciocca, composta da due parti unite tra di loro: quella finale (maciocca) è un prisma di legno duro e pressato che si innesta su un bastone di legno (bâton). L’attrezzo completo è lungo tra i 100 e i 145 centimetri e ha un peso variabile da 400 a 700 grammi. Per la maciocca si usa generalmente legno di noce, mentre lo bâton è in legno di frassino. Vi è infine la fioletta (detta anche pipa o levoù o crouì) che serve da leva per sollevare a mezz’aria la pallina in modo che il giocatore la colpisca al volo; di legno, essa è a forma di pipa, con alla base una piastrina di metallo (desot) perché aderisca al terreno e risulti sempre in piano, oltre che per evitare che il legno si consumi.
Il campo di gioco è quasi sempre un prato sul quale sono tracciate, a spina di pesce, delle linee distanti 15 metri l’una dall’altra. Il gioco è semplice, ma richiede abilità e forza. Il giocatore, dalla zona di battuta (plase), adagia la rebatta nell’incavo della fioletta, ne percuote il beccuccio con la masetta, facendo schizzare in aria la pallina che viene colpita al volo per lanciarla il più lontano possibile e conseguire il maggior punteggio.
Le squadre, composte da cinque giocatori, si alternano nel lancio; la loro vittoria o la loro sconfitta sono determinate dalla somma dei punteggi conseguiti da ogni atleta che ha a disposizione venti lanci.

Il Palet

Il gioco del palet è forse tra i più antichi del mondo: in passato era caratterizzato dal lancio di pietre piatte verso un punto fisso, segnato quasi sempre da un piolo in legno parzialmente infisso nel terreno. Esso è un adattamento montano del gioco delle bocce, dal quale si differenzia per la forma dell’oggetto lanciato, il palet. Questo è un disco piatto in ferro, pesanteda 800 a 1200 grammi, spesso da mezzo a un centimetro e con un diametro variabile tra i 10,5 e i 12 centimetri. Il “boccino” o “pallino” (bolin) verso il quale il palet viene lanciato è anch’esso di ferro, ma colorato di bianco. Al posto del bolin si utilizzano anche due paletti in legno chiamati boume: infissi nel terreno a centro campo, dal quale sporgono per una quindicina di centimetri, essi sono posti a circa 15 passi dal punto ove si schierano i giocatori e sono spessi 4-5 centimetri.
I campi di gioco, lunghi 16 metri, sono ricavati su piazzole o strade in terra battuta e, in inverno, allestiti sotto tendoni. I giocatori gareggiano, nella maggior parte delle competizioni, divisi in coppia e la vittoria spetta a chi totalizza per primo 21 punti o meno, a seconda delle partite. Esiste però anche la “bocciata”, un tiro più forte e preciso che spazza a “raffa” il palet avversario. Quando, per formare le squadre, i giocatori vengono sorteggiati, si parla di gare “a baraonda” o “a minestrone”.