Mostra sui cento anni della Prima Guerra Mondiale

16/01/2015

Comunicato alla stampa 

Negli spazi del Municipio di Charvensod è stata allestita un'esposizione intitolata: "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie", riprendendo il noto componimento di Giuseppe Ungaretti, in ricordo del centenario della Prima Guerra Mondiale, che ripercorre la storia del conflitto, con un approfondimento relativo al coinvolgimento della Valle d'Aosta e, in particolare, di Charvensod.

Questa iniziativa, voluta dall'Amministrazione comunale di Charvensod, ha un alto contenuto sociale, come evidenziato dall'Assessore alla cultura Ronny Borbey. "Ben trentadue sono stati i giovani di Charvensod che hanno combattuto e, purtroppo, in nove non hanno fatto più ritorno. Con questa semplice esposizione, presentata negli spazi di quella che è la casa di tutti gli abitanti di Charvensod, vogliamo ricordarli e vogliamo ricordare a noi stessi l'assurdità e l'atrocità della guerra. Per ogni soldato abbiamo cercato una fotografia e osservando i loro volti possiamo immaginare le sofferenze patite e le domande, spesso senza risposta, sul perché di un conflitto che, in molti, faticavano a comprendere. Per i nove caduti abbiamo poi potuto individuare, grazie al prezioso aiuto dell'albo d'oro dei Caduti, le cause della morte e il luogo del decesso; nessuna salma è stata riportata a Charvensod e quindi un ricordo, un doveroso tributo, a cento anni dallo scoppio del conflitto, era doveroso nei loro confronti".

“L'esposizione sarà visitabile, per tutto il 2015, negli orari di apertura del Municipio (tutti i giorni lavorativi dalle 8,30 alle 13 ed il giovedì anche dalle 14,30 alle 16,30). "Prevedendo la mostra nell'edificio comunale – continua Borbey – contiamo di raggiungere il maggior numero di persone possibili che, recandosi per i motivi più diversi presso gli uffici comunali, potranno così ricordare i loro compaesani che, come ricorda la poesia di Ungaretti scelta come titolo dell'esposizione, erano come le foglie sugli alberi in autunno e, purtroppo, dall'albero della vita sono caduti".